Universication


Occupazione? Divisi gli studenti pavesi
Ottobre 31, 2008, 2:26 pm
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(LA PROVINCIA PAVESE) Si dividono gli universitari. Il corteo doveva fermarsi in piazza della Vittoria, ma circa trecento giovani si sono staccati. Prima un sit-in in piazza Castello. Tensioni, non solo con gli automobilisti, ma interne. Perché non tutti sono d’accordo. C’è chi chiede di tornare in università, «per riprenderci i nostri spazi» urla il megafono. Sotto le torri di piazza Leonardo da Vinci poi prevale la parola “occupazione”. La maggioranza, ma a quel punto sono in duecento, decide di entrare in un’aula. Non tutti nel Coordinamento, il gruppo che ha organizzato la protesta, anche se senza bandiera, sono d’accordo.


 Sotto le torri gli studenti si dividono. Una parte propone di “occupare” l’università o almeno un’aula. Ma c’è chi fa notare: «Dobbiamo essere tutti d’accordo». Quel “tutti” non convince.
 Al megafono alcuni studenti propongono di convocare una nuova assemblea di ateneo, che avrà più forza decisionale. Perché serve tempo, e serve il parere di un’assemblea più numerosa. Oppure la proposta è di dividersi per facoltà, gruppi più piccoli di lavoro, per ragionare su come muoversi nei prossimi giorni. Ma la maggioranza decide di “occupare” l’aula E. O meglio di entrare in aula e poi decidere cosa fare.
 Sono le due del pomeriggio, gli studenti si siedono in quest’aula a gradoni di Scienze politiche. Sono meno di duecento. Da piazza della Vittoria uno studente telefona per dire che manca il necessario per la lezione in piazza: «C’è il prof e gli studenti, ma non ci sono le sedie e il microfono». La semi-occupazione dell’a ula E rischia di far saltare la lezione in piazza, che poi inizia con l’arrivo di un megafono.

 L’assemblea intanto prepara un documento. Spiega che «l’entrata in possesso dell’aula è contingente con la nostra lotta per un’u niversità libera e pubblica» e che non si intralcerà la didattica, che a Scienze politiche è in pausa per una settimana. Quando si tocca l’argomento “didattica” non tutti sono d’accordo, c’è chi dice di introdurre un’eccezione, e quindi prevedere che si possano interrompere le lezioni, e chi spiega che «forse dobbiamo pensare anche a una forma di protesta più dura». Alle 16 in aula E dovrebbe iniziare la lezione di demografia della professoressa Carla Ge Rondi. Mandano uno studente a parlare con la docente e a cercare un’ altra aula libera. Tanto che un cartello avverte dello spostamento in aula Weber, in via Luino. Un cambio-aula che avverrà anche stamattina. La lezione delle 9 difficilmente si potrà tenere in aula E. Perché, come spiega Spairani e il documento firmato in assemblea: «L’aula diventerà un laboratorio di mobilitazione, ci sarà un’assemblea al giorno e gruppi di lavoro». Gli studenti hanno chiuso l’aula intorno alle 17. Hanno la chiave e stamattina apriranno loro l’aula E. A metà pomeriggio il gruppo era composto da una settantina di persone. Fuori dal cortile di Scienze politiche alcuni ragazzi del Coordinamento per il diritto allo studio, che non condividevano l’occupazione e la divisione del corteo.

Fotogallery: La Manifestazione

(La Provincia Pavese, 31/10/2008)


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